ANTONIO VACCARELLA
(Collesano 1921 – Collesano 2024)
Antonio Vaccarella, soldato siciliano, il cittadino più longevo di Collesano.
Il padre si chiamava Giacinto Vaccarella e la madre Giuseppina Dispensa. La sartoria Vaccarella, fondata dal padre nei primi del '900, aveva sede a Collesano in corso Vittorio Emanuele. Alla morte di Giacinto, il lavoro di sarto è stato proseguito da Antonio che durante la guerra è stato un esperto telegrafista che ha prestato servizio nel Friuli Venezia Giulia.
Nel borgo carsico di Banne, distante 4 km da Trieste, ha partecipato ad un corso di specializzazione durante il quale ha riportato un ottimo risultato. La sua meta non fu la Sicilia, bensì Roma dove vivevano i suoi parenti, precisamente è stato ospitato a casa del fratello di suo padre.
SALVATA UNA FAMIGLIA DI EBREI
Il soldato siciliano Antonio Vaccarella nel 1943 a Roma salvò una famiglia di ebrei, i Di Castro (composta da padre, madre e due bambini), ricercata dalla polizia nazi-fascista.
Agli ufficiali che chiedevano quale fosse la loro casa, indicò la scala opposta salvando di fatto la famiglia Di Castro.
Il direttore dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici Evelyne Aouate, anni addietro volle indirizzare ad Antonio Vaccarella una lettera di compiacimento annoverandolo tra i “Giusti” del mondo.
Il 27 gennaio del 2023, precisamente nella Giornata Internazionale dedicata alla memoria della Shoah, anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha voluto omaggiare e onorare Antonio Vaccarella, nel corso di un’apposita cerimonia organizzata e promossa da Pino Apprendi. Durante la manifestazione, all’interno del Giardino dei Giusti, considerato l’altare della memoria, è stata apposta una targa che riporta la scritta: “La Città di Palermo onora Antonio Vaccarella”.
Anche il giornalista e scrittore Leone Zingales nel suo recente libro “L’Inferno nazista”, ad Antonio Vaccarella dedica un intero capitolo in cui descrive le dinamiche e soprattutto i comportamenti protettivi da lui messi in atto a beneficio della famiglia di ebrei.
Marta Saletta e Mario Donato
