La creazione di questo presepe mi ha suscitato molte emozioni fin dall’inizio. Non si è trattato solo di costruire qualcosa con le mani, ma di esprimere pensieri, sentimenti e riflessioni personali. Ogni fase del lavoro mi ha coinvolto profondamente e mi ha fatto provare emozioni diverse, dalla concentrazione alla gioia, fino a una forte commozione nel vedere l’opera prendere forma.
La preparazione è stata una parte fondamentale del progetto. Per prima cosa ho dovuto scegliere il contesto e ho deciso di ambientare il presepe nella guerra. È stata una scelta difficile ma molto significativa, perché volevo rappresentare un contrasto forte tra la nascita di Gesù e la violenza nel mondo, per far riflettere sull’importanza della pace e della speranza anche nei momenti più bui. Questa decisione mi ha fatto pensare a ciò che accade ancora oggi e al valore profondo del presepe.
Dopo aver scelto il contesto, sono passato alla selezione dei materiali. Ho utilizzato polistirolo, carta e cartone per costruire gli ambienti e le strutture principali. La colla a caldo è stata indispensabile per assemblare i vari elementi, ma il materiale più importante è stata senza dubbio la fantasia, che mi ha permesso di trasformare oggetti semplici in qualcosa di speciale e ricco di significato.
Durante la realizzazione ho imparato ad avere pazienza e attenzione ai dettagli. Ogni piccolo particolare contribuiva a rendere il presepe più espressivo e autentico. Alla fine, guardando il lavoro completato, ho provato un grande senso di soddisfazione e orgoglio. Posso dire che questa esperienza mi ha arricchito molto e che la creazione di questo presepe è stata una delle esperienze più belle e significative della mia vita.

Pietro Rotondi

 

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