Il 27 gennaio, data della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz nel 1945, è stato istituito come Giorno della Memoria per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione del popolo ebraico e di tutte le vittime del nazifascismo.

Ma ricordare non significa soltanto commemorare il dolore e l’orrore: significa anche riconoscere e valorizzare le scelte di chi, in quel tempo buio, seppe dire di no all’ingiustizia.
È in questo contesto che la storia di Antonio Vaccarella, cittadino di Collesano, assume un valore educativo e civile profondo. La sua vicenda non è quella di un grande personaggio storico o di un comandante militare, ma di un giovane uomo qualunque che, nel 1943, davanti a una richiesta ingiusta, scelse di non obbedire e di salvare una famiglia di ebrei, mettendo a rischio la propria sicurezza.
Celebrare il Giorno della Memoria attraverso storie come quella di Antonio Vaccarella aiuta studenti e studentesse a comprendere che la storia non è fatta solo da eventi lontani e impersonali, ma anche da scelte individuali. In un periodo in cui molti voltavano lo sguardo altrove, Vaccarella scelse la strada della responsabilità morale: non denunciò, non collaborò, non rimase indifferente.
Il suo gesto dimostra che la Shoah non fu solo il risultato della crudeltà dei carnefici, ma anche dell’indifferenza di chi non intervenne. Allo stesso tempo, ci ricorda che ogni atto di solidarietà ha un valore enorme, soprattutto quando avviene in condizioni di pericolo e repressione.
Nel celebrare il 27 gennaio, la scuola non è chiamata solo a ricordare il passato, ma a educare al presente e al futuro. La figura di Antonio Vaccarella rappresenta un modello di cittadinanza attiva, di rispetto della dignità umana e di coraggio civile. È un esempio concreto di come anche una singola persona possa opporsi all’odio, alla discriminazione e alla violenza.
Raccontare la sua storia agli studenti significa trasmettere un messaggio chiaro:
- ognuno di noi, nelle scelte quotidiane, è chiamato a prendere posizione.
- la memoria non è neutra: è una responsabilità.
Nel Giorno della Memoria ricordiamo le vittime, ma anche i Giusti, coloro che, come Antonio Vaccarella, salvarono vite umane senza chiedere nulla in cambio. La sua storia, oggi ricordata con targhe commemorative e iniziative civili, diventa patrimonio collettivo e strumento educativo.
Collegare il 27 gennaio a esempi come questo significa aiutare le nuove generazioni a comprendere che la memoria non è solo passato, ma una bussola per orientare le scelte di oggi contro ogni forma di razzismo, antisemitismo e discriminazione.

Il Dirigente Scolastico
Prof. Biagio Ferro